I formaggi protagonisti della cultura gastronomica italiana

Canestrato pugliese

Caratteristiche Generali

Il Canestrato Pugliese deriva il suo nome dai canestri di giunco entro cui lo si fa stagionare per un periodo più o meno lungo. Viene impiegato latte intero di pecora, di razza Merinos o Gentile di Puglia.
Area di produzione: province di Foggia e (in parte) Bari e Denominazione di Origine Protetta dal 1996.


Le forme sono rotonde, con diametro di 25-34 cm, scalzo di 10-14 cm e peso di 7-14 kg.
La crosta è dura e spessa, di colore marrone tendente al giallo, segnata sullo scalzo dalla tipica trama dei canestri usati per contenere la cagliata.
La pasta del canestrato pugliese è compatta, friabile, con occhiatura appena visibile.
Il sapore è marcato, tendente al piccante nei formaggi più stagionati, la stagionatura va da 2 mesi a oltre un anno.


Il Canestrato Pugliese giovane, stagionato per circa novanta giorni, viene servito come accompagnamento di fave o verdure crude in pinzimonio, abbinato a vini bianchi o rosati fermi. Il Canestrato Pugliese maturo, al contrario, viene grattugiato per insaporire primi piatti a base di carne, o anche servito, come secondo piatto, a scaglie, abbinato a vini rossi strutturati e invecchiati quali ad esempio Chianti, sono Cacc'e mmitte di Lucera, Squinzano e Salice Salentino

 

Vitamine contenute

A - B12 - B2 - C

Ricette

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